Immagina un deserto che nasconde foreste pietrificate e laghi cristallini, un luogo dove la storia dell’umanità si è impressa sulle pareti rocciose.
Attraverso avventurosi percorsi tra stratificazioni geologiche, canyon impenetrabili, e dune dorate, scoprirai un “giardino sahariano” che custodisce tesori come la spettacolare Guelta di Archei, dimora di coccodrilli nilotici, e l’incanto dei Laghi di Ounianga, un miraggio Patrimonio UNESCO di acque blu e verdi. L’apice del viaggio sarà l’incontro con le misteriose “fanciulle” di Niola Doa, uno dei siti di arte rupestre più scenografici del Sahara.
Preparati a un’esperienza di 19 giorni, accompagnato da una guida italiana, che ti riporterà indietro nel tempo, ripercorrendo le antiche vie carovaniere e i luoghi che potrebbero essere stati la “culla dell’umanità”.
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Per i cittadini italiani che desiderano entrare a Ciad, è necessario il passaporto con una validità minima di 6 (sei) mesi e almeno una pagina bianca per l’apposizione del timbro d’ingresso.
Il visto d’ingresso è necessario. Non essendo presente l’Ambasciata del Ciad a Roma, i visti devono essere richiesti – anche tramite Agenzia di Viaggio – presso le Ambasciate del Ciad accreditate nell’Unione Europea. Attualmente sono operanti le sole Rappresentanze di Parigi e Bruxelles.
Non necessarie.
Partenze da più aeroporti
Volo per Ndjamena, pernottamento a bordo.
Atterriamo a Ndjamena e, dopo i preparativi, l’avventura ha inizio. Puntiamo a nord-est, seguendo il mitico Bahr El Ghazal, “il fiume delle gazelle”, un antico emissario prosciugato, oggi crocevia di culture e punto di transizione tra la savana e il deserto. Attraversiamo paesaggi saheliani, incontrando i Kanouri, i Peulh e i nomadi Arabi, allevatori di dromedari. Lungo l’Oued Achim, terre di passaggio per numerose gazzelle, ci addentriamo in aride distese prima di fare rifornimento nell’antica Oum Chalouba (Kalait) e dirigerci verso il misterioso Massiccio di Terkei. I pernottamenti sono sotto un tetto di stelle, nelle nostre tende igloo, con i sapori autentici preparati dal nostro cuoco.
L’esplorazione si intensifica nel Terkei, un’immensa galleria d’arte a cielo aperto! Qui, grotte e ripari celano un’impressionante quantità di pitture rupestri risalenti a oltre 4.000 anni fa, testimonianze inestimabili di scene di caccia e vita quotidiana. Ammireremo la grotta della “vacca gigante” e quelle degli “uomini con le grandi teste”.
Entriamo nel cuore dell’Ennedi, un altopiano di arenaria che si svela come un vero e proprio “giardino sahariano”. Ci perderemo in maestose formazioni tassiliane, guglie, archi e camini naturali a Deli, Chigeou e Tokou, che fanno eco alle parole di Theodore Monod: “paesaggi intatti…semplicemente maestosi”.
L’apice è la mitica Guelta di Archei, un anfiteatro naturale dalle muraglie rossastre che conduce a una delle pozze d’acqua più vitali. All’alba, assisteremo allo spettacolo indimenticabile di centinaia di dromedari che convergono per abbeverarsi. E qui, sorpresa, vive una colonia di coccodrilli nilotici, “dinosauri viventi” considerati sacri dai nomadi Bideyat.
Infine, raggiungeremo la remota vallata di Niola Doa, un sito di arte rupestre mozzafiato, celebre per le sue “fanciulle”: figure femminili danzanti a grandezza naturale, incise con decori geometrici. Notte dopo notte, il campo è il nostro rifugio nel deserto.
Lasciamo Archei attraversando le misteriose conformazioni rocciose dell’Ennedi. Raggiungiamo l’oasi di Fada, la capitale della regione, tra palmeti e case di terra, con i resti di carri armati che narrano il recente conflitto con la Libia. A Bichigara ci salutano le ultime pitture rupestri e formazioni evocative. Dopo un rifornimento d’acqua, ci immergiamo nella Depressione di Mourdi, zona battuta dal vento e caratterizzata da dune barkane, l’origine del sale trasportato dalle carovane.
Ci dirigiamo verso le saline di Demi (“sale rosso”) e Teguedei, per poi raggiungere la meraviglia Patrimonio UNESCO dei Laghi Ounianga. Circondati da dune e falesie di mille colori, questi specchi d’acqua riflettono tonalità che vanno dal blu al verde al rosso, grazie alla salinità e al plancton. Ammiriamo l’Ounianga Sakher, punto di incontro delle carovane, e il sublime Ounianga Kebir, un bacino di acque limpide color blu metallico, incastonato tra i palmeti e le dune di Mourdi che si tuffano direttamente in esso.
Lasciata la regione dei laghi, ci impegniamo nel lento valico dell’Erg di Bembeche verso l’oasi di Faya, dove riforniremo i viveri e potremo concederci una rigenerante doccia. Proseguiamo per l’Erg Djourab, attraversando le dune dorate “barkane”, un luogo di importanza storica mondiale: qui fu ritrovato Sahelanthropus tchadensis (“Toumai”), il che rende il Ciad uno dei candidati a “culla dell’umanità”. L’avventura nel deserto si conclude a Moussoro, lungo l’antica via carovaniera.
Partiamo verso sud, in direzione della capitale. Raggiungiamo Ndjamena, “il luogo del riposo”, fondata come Fort-Lamy. Dopo il pranzo al campo, i servizi si concludono con la cena libera e il trasferimento in aeroporto.
FINE DEI SERVIZI.

