Non un semplice viaggio, ma un’esperienza di vita!
Il nostro tour in Uganda è uno di quei viaggi da fare almeno una volta nella vita. Rivolto ad un pubblico appassionato di natura incontaminata e che ha voglia di avventure. Questo viaggio #ontheroad attraversa i posti più remoti dell’Uganda e ci porta a scoprire delle meraviglie che sono rimaste intatte, aree protette che conservano l’habitat naturale di molte specie di animali a rischio estinzione.
Il nostro viaggio in Uganda è il modo migliore per riconciliarci con la natura più selvaggia e vivere delle emozioni che rimarranno per sempre impresse nel cuore, come l’incontro ravvicinato con una famiglia di gorilla di montagna o con dei simpaticissimi scimpanzè.
Necessario: con 6 mesi di validità residua dalla partenza.
I cittadini italiani devono richiedere un Visto Uganda prima della partenza.
La vaccinazione contro la febbre gialla é obbligatoria, per tutti i viaggiatori di età superiore ai 9 mesi di vita. Tale vaccinazione deve essere effettuata almeno 10 giorni prima dell’ingresso nel Paese e ha durata permanente, non necessitando di ulteriori richiami.
da quotare in base alla data di partenza
Entebbe
Arrivo all’Aeroporto Internazionale di Entebbe. Dopo il disbrigo delle formalità doganali, incontro con la
nostra guida parlante italiano. Resto della giornata libero.
Pernottamento al Cassia Lodge o similare, camere con servizi privati.
Trattamento B&B (pernottamento e prima colazione).
Strade e tempi: Circa 2 ore, strade asfaltate.
Dopo colazione partenza in direzione di Masindi e del Parco Nazionale delle Murchison Fall.
Un secondo benvenuto in Uganda sarà l’esperienza, estremamente interessante, della visita alla “Riserva
naturale di Ziwa”, l’unica dove sia possibile vedere i rinoceronti da vicino, sia bianchi che neri. Qui,
probabilmente, sotto la guida dei rangers, sarà necessario percorrere una parte del percorso a piedi, per
potersi recare nei siti in cui dimorano i pachidermi e avere l’opportunità di camminare al fianco di questi
enormi mammiferi nel loro ambiente naturale.
La Riserva di Fauna Selvatica di Ziwa in Uganda, fondata nel 2005, è celebre per essere il luogo di
reintroduzione dei rinoceronti bianchi nel paese. In collaborazione con l’Uganda Wildlife Authority (UWA) e
altre organizzazioni, il programma ha avuto successo nel proteggere questa specie minacciata. Gli ospiti
possono partecipare a emozionanti safari a piedi guidati dai ranger locali, permettendo loro di esplorare la
fauna selvatica e gli ecosistemi unici della riserva. Ziwa è anche un paradiso per gli amanti degli uccelli,
offrendo un’ampia varietà di specie endemiche e migratorie.
Sosta per il pranzo e si proseguirà verso il Murchison Falls National Park, il più vasto parco nazionale
dell’Uganda. Anche qui faremo una bella passeggiata fino al “Top of the Fall” la sommità della cascata e
si visiteranno le famose cascate dovute al Nilo, che qui si restringe all’interno di una gola ampia solo una decina di metri, dando vita ad una tumultuosa caduta d’acqua e creando uno degli scenari più belli di tutto l’est Africa, potendo così ammirare la caduta delle acque di questo maestoso fiume imbrigliate
dalla natura dei luoghi.
Il Parco Nazionale delle Cascate Murchison, situato nel nord-ovest dell’Uganda, è una gemma di biodiversità e bellezza naturale. Attraversato dal potente fiume Nilo, il parco è famoso per le spettacolari Cascate Murchison, dove le acque si precipitano attraverso una stretta gola, creando uno scenario mozzafiato.
Il parco ospita una ricca varietà di fauna selvatica, tra cui elefanti, bufali, leoni, giraffe e numerosi uccelli. I safari in jeep e in barca offrono ai visitatori l’opportunità di esplorare la diversità degli ecosistemi, dalle pianure di savana alle foreste fluviali.
Con le sue imponenti cascate, paesaggi mozzafiato e una ricca fauna selvatica, il Parco Nazionale delle
Cascate Murchison è una destinazione imperdibile per gli amanti della natura e dell’avventura in Uganda.
Pernottamento al Pakuba Safari Lodge o similare, camere con servizi privati.
Trattamento FB (colazione, pranzo e cena inclusi).
Strade e tempi: circa 6 ore, in parte sulle piste sterrate del parco, per una percorrenza di circa 350km.

Di prima mattina, partenza per un game drive all’interno del parco, con l’obiettivo di avvistare gli animali al loro risveglio – momento più consigliato, insieme a quello del tardo pomeriggio, per la loro
osservazione. Si raggiungerà il delta del Nilo e nel percorso si potranno ammirare scenari e panorami
indimenticabili.
Rientro al lodge per il pranzo e nel pomeriggio partenza per una escursione in barca lungo il Nilo.
Si arriverà fin sotto le stesse cascate ‘Murchison Falls’, proseguirete con una camminata sino al “Top of the Fall” la sommità della cascata si visiteranno le famose cascate dovute al Nilo, che qui si restringe all’interno di una gola ampia solo una decina di metri, dando vita ad una tumultuosa caduta d’acqua e creando uno degli scenari più belli di tutto l’est Africa, potendo così ammirare la caduta delle acque di questo maestoso fiume imbrigliate dalla natura dei luoghi. Prima di arrivare in questo punto, il fiume Nilo dà vita ad un’altra cascata chiamata Karuma e a 23 chilometri di rapide Lungo il percorso sarà possibile avvistare ippopotami e coccodrilli, oltre ad una infinità di uccelli e altri animali. Il primo europeo a vedere le cascate, nel 1864, fu l’esploratore britannico Samuel Baker, che battezzò le cascate in onore del suo collega e amico Roderick Murchison, allora presidente della Royal Geographical Society. Negli anni settanta Idi Amin decise di cancellare le origini coloniali di questo nome e fece ribattezzare le cascate “Kabarega”, in onore dell’Okumama Kabarega, antico sovrano del popolo Bunyoro. Alla caduta di Amin le cascate ripresero il loro nome inglese.
Tra gli animali che vivono nel parco, i cui contingenti sono purtroppo stati ridotti pesantemente dalle
carneficine perpetrate durante gli anni delle dittature, si possono annoverare: giraffe di Rotschild, ippopotami, coccodrilli, babbuini, scimpanzé, colobi guereza, l’alcefalo di Jackson, elefanti, antilopi, leoni, leopardi, sciacalli, iene, bufali e kob dell’Uganda. Tra i grandi assenti ci sono invece i ghepardi, le zebre e i rinoceronti (quelli neri erano una volta assai numerosi ma sono stati portati all’estinzione nel ’70, quello bianco fu introdotto nel 1960 e quasi subito sterminato dai bracconieri).
Pernottamento al Pakuba Safari Lodge o similare, camere con servizi privati.
Trattamento FB (colazione, pranzo e cena inclusi).

Dopo colazione, di primo mattino, partenza per la foresta di Budongo per il “trekking degli scimpanzé”,
presso il sito di eco-turismo di Kaniyo-Pabydi. Un’emozione unica osservare gli scimpanzé in quello che
è il loro ambiente naturale: la foresta tropicale, con tutta la sua affascinante e lussureggiante
impenetrabilità, habitat anche di altri primati come i babbuini, scimmie colobo bianco e nero, dalla coda rossa. L’attività è resa possibile da anni di lavoro preparatorio sul campo da parte dell’Istituto
Internazionale Jane Goodal per la protezione degli scimpanzè e della foresta. Pranzo al ristorante o al sacco.
Situata a nordovest della capitale Kampala, la foresta di Budongo sorge nelle vicinanze del Lago Alberto e si trova direttamente sulla via del Parco Nazionale delle cascate Murchison. È conosciuta e rinomata poiché costituisce la più estesa foresta di alberi di mogano di tutta l’Africa Orientale coprendo, con alberi alti anche fino a 60 metri, un’area di circa 790 chilometri quadrati e possedendo inoltre la più grande popolazione di scimpanzé di tutto l’Uganda. Dei mogani africani (nome scientifico Khaya anthotheca), alberi ad alto fusto che possono crescere ad altezze tra 30 e 60 metri, se ne può ancor oggi ammirare un esemplare straordinario alto più di 80 metri. Oltre ai circa 800 scimpanzé presenti, a Budongo si possono trovare inoltre 250 specie di farfalle, 465 specie di piante e ben 366 specie di uccelli.
Lo studio degli scimpanzé, iniziato nel 1962 da Vernon Reynolds, continuò con le ricerche di Jane Goodall e prosegue ancora oggi con l’istituzione della Budongo Conservation Field Station, una organizzazione non profit che si occupa, oltre che di ricerca, anche della tutela e della conservazione di questa preziosa area. Nel pomeriggio proseguimento per la Foresta di Bugoma e attività a carattere culturale nei villaggi, guidata da guide locali.
Pernottamento al Bugoma Jungle Lodge o similare, camere con servizi privati.
Trattamento FB (colazione, pranzo e cena inclusi).
Strade e tempi: 180 km, circa 3 ore, in parte sulle piste sterrate del parco.
Dopo colazione una salutare passeggiata naturalistica nella foresta di Bugoma, che con i suoi 410 Km
quadrati di estensione ospita gli scimpanzè e i mangabi Ugandesi. È anche il sito di un progetto di
conservazione da parte dell’Associazione per la Conservazione della Foresta di Bugoma.
L’Associazione rende possibile questa esperienza di camminate nella natura attraverso lo sviluppo di attività di ecoturismo a Bugoma e la formazione di guide locali, a beneficio delle comunità circostanti.
Lasceremo la foresta di Bugoma dirigendoci a sud-ovest lungo il lago Albert e la scarpata della Rift
Valley, con scenari panoramici mozzafiato mentre si prosegue verso il ‘Queen Elizabeth Park’, il parco di più antica istituzione e il secondo per dimensioni, delimitato a est dal Lago George, a ovest dal Lago
Edward e a nord dalla catena montuosa del Rwenzori.
Il parco include al proprio interno la foresta di Maramagambo e parte del lago Edward e confina con altre aree naturali protette: le riserve faunistiche di Kigezi e Kyambura (quest’ultima nota per la popolazione di scimpanzé abituati alla presenza umana e quindi avvicinabili dai turisti), il parco nazionale ugandese di Kibale e il parco nazionale della Repubblica Democratica del Congo di Virunga. Fondato nel 1954, il Parco prende nome dalla Regina Elisabetta II di Inghilterra e con la sua estensione di quasi 2˙000 km² copre tre distretti ugandesi. Il parco è stato dichiarato Riserva della Biosfera dall’UNESCO nel 1979 per la varietà di ambienti presenti, oltre alla ricca fauna.
Il territorio del Queen Elizabeth si trova in una fascia di confine non soltanto dal punto di vista politico e territoriale ma anche da quello ecologico, trovandosi infatti tra le vastissime foreste del bacino del Congo e le grandi pianure erbose dell’Africa Orientale e Meridionale. Inoltre si trova proprio in quell’importantissima depressione creata dal ramo più occidentale della Rift Valley, cosa che rende il suo “scrigno di biodiversità” ancora più ricco di specie viventi e di habitat diversi. Nel Queen Elizabeth Park si ha inoltre la più alta concentrazione di ippopotami che, nonostante il loro numero si sia più che dimezzato rispetto ai contingenti di qualche decennio fa, possono ancora contare su circa 6000 unità. L’acqua rimane comunque l’elemento determinante per la grande ricchezza biologica di questo parco e per la sua indubbia unicità e grande valore.
Basti pensare alle molte zone umide che accolgono mammiferi rari ed esclusivi come il sitatunga ed il reedbuck di Bohr e diverse specie di aironi, pellicani cicogne, ibis, gru e alle migliaia di fenicotteri che si possono incontrare nei laghi salati temporanei che si formano nei crateri vulcanici del settore settentrionale.
E’ uno dei parchi più famosi e visitati per la grande varietà di ambienti e la ricchissima fauna. Occupa un’area di 1978 chilometri quadrati di savane aperte, talvolta con dense coperture di acacie ed euforbia, foresta equatoriale e a galleria, grotte e canyon e, per finire, anche paludi e aree acquitrinose intorno al lago. Il parco ospita 95 specie di mammiferi tra cui 10 di primati ed una ventina di predatori, almeno 6000 ippopotami, 2500/3000 elefanti e circa 200 leoni, inoltre più di 610 specie di uccelli (il più grande numero registrato in un parco africano) tra cui ben 54 rapaci. Il settore meridionale del parco è uno dei pochi luoghi africani dove si possono avvistare i famosi climbing lions, i leoni che si arrampicano sui grandi alberi di fico per riposarsi e per avvistare le prede.
Arrivo nel parco.
Pernottamento al Ihamba Lakeside Safari Lodge o similare, camere con servizi privati.
Trattamento FB (colazione, pranzo e cena inclusi).
Strade e tempi: 280 km, circa 5 ore su strade asfaltate.

Di nuovo sveglia al mattino presto e partenza per un game drive nella parte nord del parco dove vivono
i famosi leoni arboricoli insieme al cobo ugandese, il raro leopardo, varie specie di antilopi, e
un’abbondanza di elefanti, bufali, ippopotami, babbuini, e scimpanzé.
La grande varietà di ecosistemi che vanno dalle foreste tropicali semi-decidue ai vasti prati da pascolo, dalla savana alle paludi fa del Parco Nazionale Queen Elizabeth una delle più belle aree dell’Africa con gli stupendi scenari dei laghi craterici e i punti panoramici della Rift Valley Albertina.
Rientro per il pranzo e nel pomeriggio escursione in barca sul canale naturale Kazinga, dove si potranno ammirare una miriade di volatili.
In serata un altro safari fotografico e poi ci sposteremo nel settore Ishasa del parco.
Il settore di Ishasha nel Parco Nazionale Queen Elizabeth in Uganda è un’area straordinaria che si
distingue per la sua unicità paesaggistica e la presenza di una popolazione di leoni dotati di una
caratteristica particolare: l’abitudine di arrampicarsi sugli alberi. Questa regione è celebre per i suoi alberi di fico giganti, nei quali i leoni si arrampicano spesso per sfuggire al caldo e per ottenere una prospettiva privilegiata per la caccia.
Il Parco Nazionale Queen Elizabeth è uno del luoghi favoriti da tutte le specie europee di uccelli migratori per svernare e fermarsi prima di intraprender il loro viaggio e nei periodi pre-migratori il numero di uccelli presenti può facilmente arrivare a vari milioni. Tra le tante specie presenti nel parco interessante il Becco a scarpa (Balaeniceps rex), l’Aquila pescatrice africana (Haliaeetus vocifer), l’Aquila marziale (Polemaetus bellicosus), l’Averla di Mufumbiri (Laniarius mufumbiri), il Becco a cesoie africano (Rynchops flavirostris), l’Euristomo africano (Eurystomus glaucurus), il Pigliamosche grigio di Cassin (Muscicapa cassini) e alcune rarità come il Garrulo tordo pettoscaglioso (Illadopsis albipectus), il Tordo pettirosso testadineve (Cossypha niveicapilla) e il Pigliamosche occhirossi castano (Platysteira castanea).
Dopo colazione si seguirà la pista per la “Foresta di Maramagambo”, per raggiungere il settore Ishasha
del parco. Qui ci sarà un game drive alla ricerca dei famosi nonché straordinari “leoni che si arrampicano”, durante le ore più calde del giorno, sugli alberi di fico per riposarsi e cercare refrigerio, che si trovano solo in questa ristretta area africana. Anche qui, per le naturali variabili che ci si troverà a fronteggiare, gli avvistamenti possono rivelarsi difficoltosi: investite i vostri amuleti portafortuna, perché li si possa avvistare senza problemi!
Pranzo al lodge e nel pomeriggio proseguimento verso la regione sud dell’Uganda, un altopiano
montuoso dove si trovano le foreste tropicali che ospitano i gorilla di montagna, ovvero il Parco
Nazionale di Bwindi Impenetrabile, salendo a un’altitudine fino a 2300 metri.
Pernottamento al Agandi Lodge o similare, camere con servizi privati.
Trattamento FB (colazione, pranzo e cena inclusi).
Strade e tempi: il trasferimento odierno può durare dalle 5 alle 8 ore, in gran parte piste sterrate,
variabile sulla base delle condizioni stradali e del luogo di dove si sono ottenuti i permessi per i gorilla.
NB: Il lodge a Bwindi viene scelto in base alla zona del trekking.
Al mattino presto ci avvieremo per il settore sud della foresta di Bwindi e intraprenderemo un
affascinante trekking alla ricerca dei gorilla di montagna. Attraversando sentieri avvolti dalla
lussureggiante vegetazione, sperimenteremo l’emozione unica di avvicinarci a questi magnifici primati
in un habitat naturale. Accompagnati da guide esperte, vivremo un’indimenticabile avventura alla
scoperta della straordinaria biodiversità di Bwindi e dell’intima connessione con gli affascinanti gorilla di montagna.
Nel sud-ovest dell’Uganda, in una zona al confine con la Repubblica Democratica del Congo, si trova questo parco di oltre 32.092 mila ettari (circa 331 chilometri quadrati, di cui l’ultimo ampliamento risale al 2003), il cui nome rende già perfettamente l’idea della sua natura, che funge da confine tra la pianura (foresta tropicale) e le montagne. Un parco che offre una maestosa biodiversità: complessivamente, quello di Bwindi è uno degli ecosistemi più ricchi d’Africa, e fornisce l’habitat per oltre 120 specie di mammiferi, 346 specie di uccelli, 202 specie di farfalle, 163 specie di alberi, 100 specie di felci, 27 specie di rane, camaleonti, gechi ed altre specie a rischio. In particolare, quest’area condivide lo stesso livello di endemismo della Rift Valley. L’appellativo “impenetrabile” è dovuto alla natura accidentata e scoscesa del territorio, caratterizzata da strette vallate intersecate da fiumi e ripide colline: gran parte del territorio è raggiungibile con difficoltà ed esclusivamente a piedi. L’altitudine del parco varia infatti dai 1190 ai 2607 metri, ma più del 60% della sua estensione si trova ad un’altezza superiore ai 2000 metri.
Fra i mammiferi compaiono diverse specie di primati, fra cui colobi, scimpanzé e gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei). I gorilla di montagna sono una specie minacciata che rischia l’estinzione e sono sicuramente tra le attrazioni principali dell’Uganda. I gorilla che vivono sulle montagne ugandesi sono tra i più socievoli e sono i più grandi primati viventi sul nostro pianeta. Guardare negli occhi bruni e pensosi di questi giganti, il cui codice genetico è uguale per il 95% a quello dell’uomo, è un esercizio di umiltà ed un’esperienza entusiasmante allo stesso tempo, soprattutto quando si considera che ne sopravvivono meno di 800 esemplari, divisi tra il Parco Nazionale Bwindi e i Monti Virunga.
Il parco, istituito nel 1991 (sebbene due parti distinte di esso erano protetti come riserva fin dal 1932), è posto sotto la tutela dell’Uganda Wildlife Authority (UWA), un’istituzione parastatale, ed è protetto dalla Costituzione (1995) del Paese. All’interno vi è un istituto di ricerca permanente dove collaborano ONG da tutto il mondo. A causa della sua eccezionale biodiversità e della presenza di importanti popolazioni di specie a rischio (in particolare gorilla di montagna), il parco è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’ UNESCO nel 1994.
Finalmente l’incontro con i gorilla. La ricerca delle famiglie dei gorilla, soggetta a diverse variabili, può
richiedere una mezz’ora oppure anche alcune ore di cammino; a volte, per la pioggia, su terreni molto
scivolosi. Si inizia dal quartier generale dell’UWA (Uganda Wildlife Authority). Il capo ranger organizzerà i gruppi, di massimo 8 persone cadauno, e qui incontrerete anche i portatori e le guide. Quando si incontrano i gorilla, potete stare con loro fino ad un’ora di tempo per osservare, fotografare e filmare. Dovete portare con voi acqua e il pranzo al sacco. Chi lo desidera può avvalersi dell’aiuto dei portatori (a pagamento). E’ raccomandabile una buona forma fisica.
Non di meno, al rientro, tutte le fatiche saranno dimenticate a fronte delle emozioni generate
dall’incontro ravvicinato con i nostri ‘progenitori’.
Sebbene siano stati fatti grandi passi in avanti nella conservazione di questa specie, la minaccia di estinzione esiste ancora, quindi riuscire a individuare queste rare creature è incredibilmente emozionante ed è sicuramente una delle più straordinarie esperienze che si possano vivere nella natura. L’emozione è indescrivibile. Forse breve, ma intenso e indimenticabile è ciò che accade. Occhi fissi negli occhi, i maestosi gorilla guardano e osservano. L’uomo si fa piccolo e guarda e osserva anch’esso. Questi istanti senza tempo sono una sosta irrinunciabile.
I ranger conducono i visitatori nel luogo in cui i gorilla sono stati avvistati il giorno precedente. Ogni gorilla ha un nome, ed essi sono facilmente riconoscibili grazie ai lineamenti del volto che, proprio come negli esseri umani, cambiano da individuo a individuo. In ogni famiglia di gorilla c’è un maschio adulto definito “Silverback” per la colorazione bianco-argentea del pelo della schiena che gli appare attorno ai 13 anni, l’inizio dell’età adulta. Il gorilla Silverback passa la maggior parte del suo tempo a terra, a guardia del territorio dove vive la famiglia, ed è considerato il leader dagli altri membri del gruppo, colui che prende tutte le decisioni, che fa da mediatore nelle liti e che pianifica il movimento della famiglia nella foresta.
Pernottamento al Agandi Lodge o similare, camere con servizi privati.
Trattamento FB (colazione, pranzo e cena inclusi).
NB: non possono partecipare al trekking i bambini al di sotto dei 14 anni.

Dopo colazione si parte alla volta del parco nazionale del lago Mburo.
Questo parco, che è uno dei più piccoli e meno visitati del paese, nella realtà offre possibilità davvero
eccellenti di avvistamento di animali, sia nei game drive che nelle camminate naturalistiche guidate dai
ranger. Nel pomeriggio organizzeremo un game drive alla ricerca degli animali tipici di questo parco.
Il parco ha un’estensione di 260 chilometri quadrati con un’altitudine che varia da 1200 a oltre 1800 metri sul livello del mare e racchiude in un piccolo angolo del Distretto di Ankole, grandi tesori e magiche atmosfere.
Il parco ha un livello di precipitazioni annue non molto elevato per gli standard ugandesi; ciò nonostante oltre il 20% della sua superficie è occupato da zone umide e acque dolci. Il lago che dà il nome al parco è infatti soltanto uno dei cinque specchi d’acqua che si trovano entro i suoi confini e fa parte di un sistema complesso di laghi e zone paludose interconnesse ed alimentate dal fiume Rwinzi. Il resto del territorio del parco è occupato da savana alberata caratterizzata da diverse specie di acacia. Il Parco Nazionale Lake Mburo è famoso anche per la grande varietà di specie di ungulati, tra questi la zebra di Burchell, l’oribì, il facocero, l’impala, il cobo “defassa”, l’eland, il topi o damalisco ed il reedbuck e lungo le sue sponde è facile avvistare uno dei numerosi i nidi di aquila pescatrice africana. Tra gli altri abitanti più schivi del parco troviamo i leopardi, l’oritteropo, il pangolino e il porcospino, gli ippopotami e un’abbondanza di coccodrilli, anch’essi molto affascinanti. Tuttavia sono le paludi ad attirare alcuni degli animali più rari, come la timida antilope sitatunga.
Il parco nazionale fu fondato nel 1983, ma le pesanti restrizioni ed i trasferimenti imposti ai pastori ed ai pescatori, provocarono forti risentimenti nei confronti dell’area protetta e delle sue strutture, che sfociarono in saccheggi e distruzioni. Nel 1987 il Presidente Museveni ridusse l’area protetta ma cercò anche di consolidare la protezione degli ecosistemi del Lake Mburo concedendo solo un minimo sfruttamento delle risorse ittiche del lago ad un numero limitato di pescatori che potevano risiedere entro i suoi confini. Dal 1990 si cercò di coinvolgere la comunità locale nella protezione del parco ed anche nell’utilizzo dei proventi ricavati dal turismo, utilizzando queste entrate anche per la creazione di pozzi, strutture per la sanità e l’educazione civica.
Pernottamento al Arcadia Cottages o similare, camere con servizi privati.
Trattamento FB (colazione, pranzo e cena inclusi).
Strade e tempi: circa 3 ore, in parte sulle piste sterrate del parco.

Dopo colazione è d’obbligo l’ultimo game drive di questo viaggio o una camminata naturalistica. Dopo
pranzo inizia il viaggio di ritorno verso Entebbe attraversando magnifici paesaggi e scenari.
Pernottamento al Cassia Lodge o similare, camere con servizi privati.
Trattamento HB (prima colazione e pranzo).
Al mattino si intraprenderà un viaggio via motoscafo da Entebbe verso l’incantevole isola di Ngamba,
che sorge pittorescamente nel Lago Vittoria. Quest’isola, un gioiello nel cuore del lago, diventerà il
palcoscenico di un’esperienza straordinaria donandovi un memorabile addio prima del vostro rientro a
casa.
Si tratta di un’iniziativa che riguarda gli scimpanzé che vengono sequestrati dalle autorità ai bracconieri
(vittime di trappole nella foresta, spesso hanno subito amputazioni e/o shock di vario genere, e sono ormai orfani, in quanto non fanno più parte di alcun ‘gruppo’), permettendo loro di ritrovare, in questo ambiente, una nuova famiglia. Qui vivono gli scimpanzé che non possono essere riabilitati alla vita libera, dato che molti di essi sono stati allevati dagli uomini fin dalla loro nascita e non possono sopravvivere soli. Un gruppo di volontari, finanziati da alcune importanti ONG sia locali che internazionali, ha preparato il 5% dell’isola ad accogliere le strutture che ospitano scimpanzé e volontari, lasciando il restante 95% a completa disposizione degli animali. I volontari seguono l’inserimento dei nuovi arrivi all’interno dei gruppi esistenti e le dinamiche che si sviluppano all’interno del gruppo o dei gruppi, occupandosi dell’assistenza sanitaria, del mantenimento etc. Un’ iniziativa da cui ricadono anche benefici a tutte le comunità limitrofe.
L’escursione dura mezza giornata e si può partire alle 08.30.
In tempo utile trasferimento all’aeroporto Internazionale di Entebbe per imbarcarsi sul volo di ritorno.
Trattamento B&B (prima colazione).
In base al vostro piano voli, transfer in aeroporto e rientro in Italia.
FINE DEI SERVIZI.

