Preparati a partire per un’esperienza che va oltre il concetto di viaggio: 14 giorni attraverso i paesaggi più sorprendenti della Mongolia, dalle dune dorate del Gobi alle vallate verdi dell’Arkhangay.
Respira l’immensità delle steppe, incontra famiglie nomadi che custodiscono tradizioni millenarie, percorri canyon scolpiti dal vento e lasciati stupire da tramonti che sembrano non finire mai.
Un itinerario autentico, ricco di natura, cultura e silenzi assoluti, che ti porterà…
dal fruscio delle “singing dunes” al fragore delle cascate dell’Orkhon,
dal monumentale Gengis Khan alla quiete mistica degli antichi monasteri.
È il viaggio perfetto per chi cerca libertà, avventura e un contatto reale con l’anima della Mongolia.
È obbligatorio il passaporto, che deve avere una validità residua di almeno 6 (sei) mesi dalla data prevista di ingresso nel Paese.
l Governo della Mongolia ha temporaneamente esentato dall’obbligo del visto, a partire dal gennaio 2023, i cittadini di 34 Paesi, tra cui l’Italia, per viaggi turistici inferiori a 30 giorni. Il provvedimento sarà valido per tre anni, fino al dicembre 2025.
Non necessario
Roma FCO alle ore 7:05
Ulan Bator alle ore 3:30 (+1)
Ulan Bator alle ore 7:55
Roma FCO alle ore 18:25
Benvenuto nella capitale mongola, la “Città dell’Eroe Rosso”. Dopo l’arrivo, ti aspetta un primo sguardo alla città: monasteri imponenti, strade vivaci, profumi e volti nuovi. Una dolce introduzione alla Mongolia moderna e tradizionale, dove i grattacieli sfiorano le antiche ger.
Abbandoniamo il trambusto della capitale per un’escursione monumentale: Tsonjin Boldog. Qui, la gigantesca Statua Equestre di Gengis Khan si staglia contro il cielo, un’icona di potenza e storia. Sali sulla sua sella per sentire il vento che ha soffiato sull’Impero e lasciati travolgere dalla grandezza del leggendario fondatore. Rientro in hotel per la notte.
Il paesaggio cambia: il cemento lascia spazio a montagneLa strada si svela in una meraviglia geologica: le scogliere colorate di Tsagaan Suvarga (le “Stupe Bianche”). È una tavolozza naturale di rosa, rosso, arancio e giallo, che si accende o si spegne al variare della luce. Un paesaggio così surreale e fotogenico da sembrare dipinto. Notte nella yurta del campo omonimo, cullati dal silenzio. e formazioni rocciose sacre. Raggiungiamo Baga Gazriin Chuluu, dove la magia inizia davvero. Per la prima volta, ti accoccoli sotto la spessa tela della tua yurta (Ger), con la Via Lattea del deserto come soffitto.
La strada si svela in una meraviglia geologica: le scogliere colorate di Tsagaan Suvarga (le “Stupe Bianche”). È una tavolozza naturale di rosa, rosso, arancio e giallo, che si accende o si spegne al variare della luce. Un paesaggio così surreale e fotogenico da sembrare dipinto.
Notte nella yurta del campo omonimo, cullati dal silenzio.
Varchiamo la soglia del deserto del Gobi. Il Canyon di Yol (o Valle delle Aquile) ci sorprende: le sue pareti strette e profonde nascondono lastre di ghiaccio che resistono quasi tutto l’anno. Con un po’ di fortuna, potrai avvistare lo Yol, il maestoso avvoltoio barbuto protagonista di antiche leggende mongole.
Oggi, l’attesa finisce: arriviamo alle “Dune Cantanti” di Khongoriin Els. Queste montagne di sabbia, alte fino a 200 metri, emettono un misterioso suono quando il vento le attraversa. La giornata culmina con un tramonto spettacolare e la magia rigenerante dell’oasi del Khongoriin Gol.
La nostra meta è Bayanzag, la leggendaria “Foresta Fiammeggiante”, famosa per essere stata il luogo delle prime scoperte di uova di dinosauro. L’apice è il tramonto: il sole dipinge le scogliere con un rosso fuoco intenso, trasformandole in un mare di fiamme.
Una notte in yurta tra storia e paesaggi lunari.
Ci allontaniamo dal deserto per un luogo di profonda spiritualità. Raggiungiamo le rovine del grande Monastero di Ongii, tragicamente distrutto negli anni ’30. Oggi è un luogo di rinascita, dove il silenzio della steppa ha un suono speciale e vibrante.
Entriamo nella Valle dell’Orkhon, Patrimonio UNESCO e una delle aree più iconiche e fertili della Mongolia. Questo è il vero “paese dei nomadi”: una valle ricca di storia, dove il mondo è ancora semplice, autentico ed eterno, scandito dal ritmo della natura.
Una giornata immersiva nella Valle. Esploriamo le splendide cascate, nate da un’antica eruzione vulcanica. Avrai la possibilità di cavalcare un cavallo mongolo, sentendoti parte della storia e della tradizione locale, e di conoscere da vicino l’ospitalità e il ritmo della vita nomade.
Il viaggio ti catapulta indietro nel tempo a Kharkhorim (Karakorum), l’antica capitale dell’impero mongolo. Visita Erdene Zuu, il più antico e imponente monastero del Paese, costruito proprio sulle rovine della città di Gengis Khan. Un vero e proprio viaggio nel cuore della storia imperiale.
Arriviamo al Parco Nazionale Khustay, il santuario del Takhi, l’ultimo cavallo selvatico al mondo. Il panorama di dolci colline e la ricca fauna ti regaleranno una delle esperienze naturalistiche più emozionanti e pure di tutto il viaggio.
Il nostro cerchio si chiude. Rientriamo nella capitale Ulaanbaatar. È il momento ideale per immergersi nella Mongolia moderna, magari dedicando tempo allo shopping di cashmere, visitando un museo o gustando un ultimo piatto tipico. La città ti accoglie, carica dei ricordi selvaggi appena vissuti.
Saluti la Mongolia, portando con te il profumo delle steppe, i silenzi del Gobi e il sorriso delle famiglie nomadi. Un viaggio che resta nel cuore.
FINE DEI SERVIZI.

