Se c’è un evento capace di raccontare l’anima dello Sri Lanka, è senza dubbio l’Esala Perahera di Kandy. Ogni anno, tra luglio e agosto, questa antichissima processione trasforma la città in un vortice di luci, tamburi, danze e devozione.
È una delle celebrazioni buddhiste più affascinanti al mondo, e parteciparvi almeno una volta nella vita è un’esperienza che va ben oltre il semplice turismo.
Origini e significato spirituale
Le radici dell’Esala Perahera risalgono a quando fu introdotta per onorare la Reliquia del Dente del Buddha (Sri Dalada), custodita nel famoso Tempio del Dente di Kandy.
La parola “Perahera” significa “processione”, e l’obiettivo originario era invocare la pioggia e la fertilità della terra. Oggi, la celebrazione unisce fede buddhista, cultura singalese e antiche tradizioni regali, creando uno spettacolo unico nel suo genere.
Cosa succede durante il festival
Per dieci notti consecutive, Kandy si riempie di musiche, tamburi, danzatori, acrobati e magnifici elefanti addobbati con sete e luci scintillanti.
Il cuore della processione è l’elefante reale, che porta sulla schiena una copia del reliquiario d’oro contenente il sacro Dente del Buddha.
Le sfilate seguono un ordine rituale preciso: monaci, portatori di torce, musicisti con tamburi tradizionali, danzatori con maschere e costumi elaborati, e infine gli elefanti maestosi che illuminano la notte.
Ogni sera, la folla si accalca lungo le strade, mentre l’aria profuma d’incenso e il ritmo ipnotico dei tamburi crea un’atmosfera sospesa tra il sacro e il magico.
Quando e dove assistere
L’Esala Perahera si svolge tra luglio e agosto (le date cambiano ogni anno in base al calendario lunare) a Kandy, nel cuore dello Sri Lanka.
Il festival culmina con la Randoli Perahera, la grande processione finale, considerata il momento più emozionante di tutta la celebrazione.
Consiglio: per assistere bene, conviene prenotare con largo anticipo, sia i posti a sedere lungo il percorso, sia l’alloggio in città. Kandy durante la Perahera è affollatissima!
Perché vale la pena andarci
Assistere all’Esala Perahera è come entrare in un mondo sospeso nel tempo, dove la spiritualità si intreccia alla meraviglia visiva. Non si tratta solo di guardare una processione, ma di vivere un’emozione collettiva: il battito dei tamburi ti vibra nel petto, il profumo dell’incenso ti avvolge e le torce che illuminano la notte sembrano accendere anche qualcosa dentro di te.
In mezzo alla folla, si percepisce un’energia rara, quella di un popolo intero che celebra la propria fede e la propria identità. Anche chi arriva da lontano, senza conoscere la lingua o le tradizioni, finisce per sentirsi parte di qualcosa di più grande, trascinato dalla forza della devozione e dal fascino dei rituali antichi.
E poi ci sono i colori, i sorrisi, gli sguardi curiosi dei bambini, gli elefanti maestosi che sfilano con passo lento e regale. È uno spettacolo che tocca tutti i sensi, ma anche l’anima. Quando la musica si ferma e l’ultima torcia si spegne, resta nel cuore la sensazione di aver assistito a qualcosa di sacro, irripetibile e profondamente umano.
L’Esala Perahera non è solo un festival da vedere: è un’esperienza da sentire, da vivere con rispetto e meraviglia. È il modo più autentico per comprendere lo spirito dello Sri Lanka, un Paese capace di trasformare la fede in poesia e la tradizione in pura bellezza.







